wwworkers, la nuova generazione tutta italiana che lascia il posto fisso e si crea un lavoro in rete (e ci sopravvive)

Trecentosessantacinque giorni. Mi sono dato un anno di tempo per studiare il fenomeno, per definire i profili, per capire cosa sta accadendo. Lungo tutto il 2010 raccoglierò le storie di gente comune – lavoratori della porta accanto – divenuti per necessità o per piacere dei wwworkers. Questo termine, coniato qualche settimana fa, è frutto di una sintesi tra www (acronimo della rete) e workers (termine inglese che indica i lavoratori). I wwworkers sono apparsi timidamente in Italia dallo scorso anno, anche a seguito della crisi che ha vissuto il mondo del lavoro. E c’è da giurarci si imporranno con il 2010. Razza in via di moltiplicazione, i wwworkers sono i profili dei nuovi lavoratori che hanno deciso di abbandonare il posto fisso e il lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato) per imprenditorializzarsi, dare respiro alla propria passione di una vita facendola diventare una professione.
Una scelta impegnativa, spesso sofferta, ma che ora li pone alla ribalta, protagonisti del proprio percorso professionale. Hanno scommesso su loro stessi. Anche grazie anche alle nuove tecnologie.
I wwworkers sono i nuovi lavoratori di ogni ordine, grado ed età anagrafica.  Hanno due tratti caratteristici: sono ex lavoratori dipendenti e sfruttano le leve delle nuove tecnologie. Internet diventa Interset di esperienze imprenditoriali in laboratorio. E la creatività e l’ingegno made in Italy si sommano ad una personalizzazione della rete, calata come un vestito su misura sulle diverse esigenze.
Il fenomeno è italiano, ma si annusa anche a livello globale. Proprio qualche giorno fa Microsoft ha pubblicato una ricerca condotta sui tredici Paese Europei che afferma come il 90% dei lavori avrà massimamente competenze online entro il 2015. Tra l’altro è uscito nei primi giorni di dicembre un film al cinema divenuto gia’ cult: è la storia (vera) di una giovane ragazza che da impiegata modello in una compagnia di assicurazioni ha creato un blog dedicato alla cucina, ripercorrendo il sentiero gia’ tracciato da una nota cuoca americana sulla cucina francese. Il film, chiamato “Julia and Julie”, è stato interpretato da Meryl Streep. Ecco, la giovane cuoca è l’icona vivente del wwworkers.
Lo studio, dicevo, durerà un anno. Qualche considerazione preliminare però si può fare. Questi wwworkers non fanno grandi numeri di fatturato sullo stile della new economy americana, ma sfruttano le leve del locale, del territorio, di un global che diventa glocal.
Fanno tutto da soli, o quasi. Hanno la famiglia e gli amici come fedeli alleati (e anche come paracadute, in caso di fallimento dell’impresa). Diciamo che tutti i i luoghi comuni dell’imprenditorialità italica vengono modellati in positivo.
I risultati? Per ora senza eccessi significativi, ma col pollice in su. Sarà vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza, che gia’ entro un paio d’anni sarà implacabile nel suo verdetto. Noi – di contro – con questo progetto facciamo il tifo per loro. E per tutti coloro che – prima o poi – lo diventeranno. Forza wwworkers. In un Paese spesso imbalsamato nelle logiche politiche e di casta, siete la dimostrazione di come si può scommettere sulla cosa più preziosa che abbiamo. Noi stessi.

Giampaolo Colletti
info@giampaolocolletti.com

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